CHIUSURE E DISAGI

 

 

Nel mirino del "risanamento dell'Azienda Poste" sono finiti proprio tutti i settori.

Ricordiamo le famigerate dismissioni dei reparti postacelere, officina e soprattutto il polo pacchi dove migliaia di lavoratori all'improvviso hanno perso il posto di lavoro e sono stati costretti a ricollocazioni d'emergenza.

Tutte le volte la dignità delle persone è scesa in secondo piano rispetto al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

La rincorsa al profitto e alla diminuzione dei costi porta al peggioramento della vita dei lavoratori: questa tendenza procede come un treno in corsa.

Infatti negli ultimi giorni si sta accelerando il processo di "accorpamento del recapito" e cioè concentrare le sedi di lavoro dei portalettere in pochi uffici provinciali. Questo per risparmiare sui costi del servizio trasporti e in vista, probabilmente, di una pesante revisione delle gite (che peraltro sta già colpendo i decentramenti cittadini).

Di conseguenza un ulteriore disagio per i portalettere costretti a prendere servizio in luoghi distanti dal posto in cui svolgono le loro prestazioni lavorative.

Abbiamo sempre rivendicato la funzione sociale del servizio postale. Purtroppo con il passaggio ad azienda Spa si sta tentando una grossa operazione di richiamo sui servizi finanziari tramite pubblicità martellanti e con l'allestimento di uffici postali sempre più simili a banche e finanziarie.

Ma la chiusura di quegli uffici dislocati nei piccoli paesi, e perciò considerati meno produttivi, questa volta porterà un disagio più ampio, sul piano economico e su quello della dignità, ma anche per gli utenti. I "clienti", a volte tanto corteggiati, in questa occasione non contano nulla. "Clienti" che saranno costretti ad allontanarsi anche decine di chilometri per riscuotere la pensione, pagare un bollettino o ritirare un pacco.

E mentre in questi giorni sta intervenendo anche la Regione Toscana sull'argomento proprio per limitare i disagi ai cittadini l'Azienda Poste continua ad andare avanti sulla sua strada senza guardare in faccia nessuno.

Ci sembra ovvio a questo punto che nessuno è al riparo dalle ricadute occupazionali e dall'aumento a pioggia dei carichi di lavoro. Per contrastare questa deriva è necessario trasformare il senso di precarietà in un percorso di lotta unitaria per riappropriarsi della nostra dignità e dei nostri diritti.

Di seguito pubblichiamo una lista (certo non completa) di tutti gli uffici della Provincia chiusi o accorpati, quasi tutti quest'anno, ed è molto probabile che si allunghi ancora.

 

Invitiamo perciò tutti i lavoratori a aderire all'agitazione indetta dallo

SLAI Cobas dal 2 al 15 ottobre e allo sciopero del 22 dello stesso mese.

 

No alla chiusura degli uffici di provincia

Il servizio postale ha una funzione sociale

Non è solo profitto!

 

 

Uffici Accorpato a... Chiuso Chiusura Alterna
Antella Bagno a Ripoli    
Cancelli Reggello  

¦
Chiocchio Strada in chianti    
Consuma Pelago  

¦
Contea Dicomano    
Cornacchiaia  

N
 
Diacceto Pelago    
Donnini Reggello    
Ginestra Lastra a Signa  
Grassina Bagno a Ripoli    
Lamole Greve    
Luco Borgo S.Lorenzo  

 
Lucolena Greve  

¦
Malmantile Lastra a Signa    
Marcialla  

N
 
Montecarelli  

N
 
Montefiridolfi  

N
 
Palazzuolo sul Senio Marradi    
Panicaglia Borgo S.Lorenzo    
Panzano Greve    
Passo dei Pecorai  

N
 
Piancaldoli Firenzuola  

¦
Pietramala Firenzuola  

¦
Pomino Rufina  

¦
Ponte a Cappiano Fucecchio    
Ronta Borgo S.Lorenzo    
S.Domenico Fiesole    
S.Donato in Coll. Rignano    
S.Godenzo Dicomano    
S.Martino alla Palma Badia a Settimo    
S.Mauro a Signa Signa    
S.Polo Greve    
Sant'Agata Scarperia  

¦
Sant'Ellero Pelago  

¦
Traversa Firenzuola    
Trespiano Caldine    
Troghi Rignano    
Vallombrosa Tosi  

¦
Vinci Empoli    
Vitolini Empoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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