La Gazzetta dei Cobas


RECAPITO A PRATO: AD UN PASSO DALLA RETROCESSIONE!

E' stato comunicato in questi giorni nei saloni portalettere che Prato è agli ultimi posti in Italia per celerità nella consegna del corriere prioritario.
Una comunicazione certamente dovuta, anche se non si capisce bene quale intento avesse viste le indicazioni poco più che generiche date ai postini sul come comportarsi in caso di prioritari non consegnati.
Una diagnosi un po' leggera per un male così grave.
Forse lo scopo non dichiarato era un altro, quello di sensibilizzare e, perché no, colpevolizzare i portalettere ad essere più bravi e diligenti nell'effettuare un servizio in cui, così ci viene detto, l'azienda ha investito tanto.
Perché sicuramente, anche se non si dice apertamente, gli unici ad essere ritenuti colpevoli di questa situazione non possono essere che i postini stessi.
Certo che, se così non fosse, si dovrebbe andare a cercare i colpevoli in quella dirigenza che da anni ha chiuso gli occhi per non vedere le tante gite gravose che ci sono a Prato, rese adesso infattibili dall'enorme volantinaggio dato in surplus ai portalettere.
Di chi la colpa della carenza di personale che da anni affligge i nostri uffici e che ha portato più di una volta la nostra città al rischio della paralisi postale? riguardo a questo, ricordiamo che mesi addietro nonostante i patetici tentativi di difesa della stessa dirigenza cla quale adesso ci dice che stiamo andando male, fu approvata dall'intero Consiglio Provinciale una mozione di condanna per il servizio reso.
La carenza, nonostante i discorsi e le promesse, continua tuttora, abbinamenti zone, areole, o come le si vogliano chiamare, sono ogni mattina all'ordine del giorno, fatte effettuare con le buone o con le meno buone ai lavoratori. I quali sempre più sono ricattabili per assunzioni future, vedi trimestrali e apprendisti; questo nonostante le leggi che vietano straordinari e/o lavori incentivanti questi ultimi, ed un accordo fatto in aprile (la mattina dopo del tragico incidente che causò la morte del caro collega Giuseppe) dove alla controparte aziendale fu strappato l'impegno di non far partire la nuova organizzazione di lavoro in areole fino a quando non fossero state sistemate le zone di recapito. Un accordo che sarebbe dovuto valere per tutti i lavoratori. Per salvaguardare le loro condizioni di lavoro e la loro sicurezza.
Certo è che nessuno si aspettava una posizione così degradante, e abbiamo letto sui volti di molti colleghi la tristezza nel sapere che, nonostante i loro sacrifici, se si giocasse un campionato postale, la nostra squadra sarebbe in zona retrocessione.
Ma è ancora più triste la consapevolezza di essere sicuramente ai primi posti di quelle classifiche che certamente esistono ma che non vengono mai lette al microfono: tra i primi in numero di incidenti avvenuti ai postini, di personale precario, di giornate di ferie da smaltire, dei prolungamenti di orario non pagati, e di licenziamenti che avvengono tra i C.TD., a causa delle condizioni di lavoro sopra descritte.
P.S. Chissà se a parità di punteggio ci salveremo grazie alla grande efficienza dimostrata nelle consegne degli invii senza indirizzo?

 

Slai Cobas Poste Prato


Fip via dell'Aiale 20 Prato ­16 ottobre 2003-