LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

 

La volontà dei lavoratori espressa in assemblea non conta niente! Conta solo quello che decidono e sottoscrivono i massimi dirigenti dei sindacati confederali, che a parole sono sempre contrari a tutto ma poi...


Questo lo diciamo da anni, questa volta i lavoratori del C.P.O. di Prato hanno avuto modo di verificarlo di persona.


Ci sono state in quel reparto ben due assemblee indette dalle R.S.U. ( unitarie quindi) nelle quali i lavoratori senza strumentalizzazione alcuna e di nessuno hanno espresso la volontà di "provare" a respingere i trasferimenti al C.M.P. di Castello, approvando all'unanimità, l'apertura del conflitto di lavoro, compreso, se necessario, lo sciopero.


Questo è quanto avvenuto in entrambe le assemblee Ma forse per certe sigle le assemblee sono solo di facciata e contano solo quando non viene deciso niente.

Ecco così che sono arrivate le defezioni, evidentemente imposte dai superiori.
Facile immaginare che è così cresciuta la rassegnazione, favorendo il numero di domande di trasferimento.


Perché uscire col volantino dalle "verità illuminanti" solo dopo la terza assemblea, quella in cui COBAS e UGL rispettando le decisioni dei presenti hanno deciso di andare avanti comunque?.
Se quelle cose avevate da dirle cari segretari perché non le avete dette nell'assemblea cui eravate presenti?.


Chi si aspettava che il Prefetto, o le forze sociali, fermassero il trasferimento? (seppur fossero tutti poco convinti dello spostamento a Firenze) Non ne hanno certo il potere. Il potere lo possono avere in questo caso i lavoratori con le loro lotte, e basta!


Forse aprire conflitti di lavoro a qualche sindacato non rende molto. Rende molto di più i soliti sotterfugi, che non provare a difendere gli interessi di tutti i lavoratori.


"L'organizzazione spetta all'Azienda le ricadute al Sindacato" (sic!) eh no cari miei, le ricadute le avranno quei lavoratori che ci rimetteranno soldi dal loro misero stipendio, il loro tempo, e i rischi del viaggio per doversi recare ogni giorno al C.M.P.


Sarebbe il pullman, garantito tra l'altro solo fino alla fine dell'anno, la conquista? Proponiamo a questo punto che almeno 2 giorni la settimana (da individuare attraverso una serrata trattativa con l'azienda chiaramente) che questo pullman faccia sosta ai Gigli (già che sono sulla strada) e perlomeno un sabato al mese una scampagnata sui colli di Sesto.


Ma del resto perché rompere le uova nel paniere per 38, o quanti saranno, lavoratori quando si è permesso dismissioni, esternalizzazioni di pacchi, posta celere, Cuas, raccomandate, piccoli uffici e così via, senza provare a indire un'ora di sciopero che provasse a fermare uno stillicidio di posti di lavoro, la frantumazione dell'azienda e lo smantellamento di un servizio pubblico e sociale?.
Sono anni che prendete in giro i lavoratori, chi è che ha sempre detto in categoria che la S.p.A. avrebbe portato quest'azienda al risanamento? Chi è che firma contratti che non prevedono nessuna tutela economica per trasferimenti inferiori ai 30 KM?
In quanto a pudore guardatevi in casa prego, non sono certo i delegati Cobas che continuano a fare ore e ore di straordinario, o ad essere stati assegnati a servizi che si sapeva non sarebbero andati via da Prato. Non sono certo i delegati Cobas che hanno fatto carriera all'interno di questa azienda Consideriamo i lavoratori abbastanza intelligenti da trarre le conclusioni di questa storia.
Noi da parte nostra continueremo questa battaglia fino a quando ci sarà possibilità di respingere il trasferimento di Prato C.P.O, e fino a quando i lavoratori lo vorranno, insieme a chi coerentemente con le decisioni prese nelle assemblee metterà in campo le proprie forze per portarla avanti

 

SLAI COBAS POSTE PRATO
COORDINAMENTO PROVINCIALE via dell'Aiale 20 PRATO FIP 13/5/2001

 

 

 

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