DEMOCRAZIA SINDACALE?
NON ABITA PIU'QUI.

 

A dimostrazione che la democrazia sindacale e con essa il buon senso e la logica non abitano più qui, voglio raccontare ai lavoratori quello che è successo lunedì 27 in sede regionale Toscana, dove nel pomeriggio si è tenuto un incontro tra OO.SS e Dirigenza Poste per discutere del conflitto di lavoro aperto a Prato oltre un mese e mezzo fa. Conflitto di lavoro aperto dalle RSU sulle zone di recapito che secondo dati aziendali spettano ai nostri 2 uffici (7 in più, partendo inizialmente da 2) e sulla mancata fruizione e smaltimento residuo 2004 delle ferie dei portalettere.

Seppur avvisato solo all'ultimo momento dal delegato della UIL (che ringrazio pubblicamente per essere stato l'unico a degnarsi di informarmi della cosa) anche se immaginavo già come sarebbe andata a finire visti altri precedenti, mi sono presentato alla riunione credendo di potervi partecipare a pieno titolo, in quanto Rappresentante della RSU che ha promosso il conflitto, Rappresentante degli uffici di cui si discute, e perdipiù anche se questo può non interessare, portalettere al corrente dei fatti che ha raccolto grossa parte dei suoi voti nei reparti dei postini.
Nonostante questo sono stato invitato da una rappresentante dell'Azienda a lasciare la sala e in quanto la delegazione trattante non prevede la presenza di delegati Cobas perchè non firmatari di contratto. Inutile dire che qui non devo ringraziare nessuno perché nessuno dei presenti al tavolo sindacale ha mosso obbiezioni.

Siamo al colmo dell'assurdo! al paradosso! a discutere di Prato possono sedere al tavolo delle trattative sindacalisti di altre realtà e non un rappresentante di questa città eletto direttamente dai lavoratori.
Possono partecipare sindacalisti di sigle neanche presenti nei nostri uffici che non si immaginano nemmeno di come (e di quanto!) si lavori qui a Prato ma che hanno la facoltà (e le ore di permesso sindacale) di poter partecipare solo perché hanno firmato il contratto. Non può invece essere presente il delegato a cui tanti lavoratori hanno dato il loro voto per la propria rappresentanza.

Ma tutto questo non è solo frutto dell'arroganza dell'Azienda. E' frutto di un contratto sottoscritto da CGILCISLUILUGLFAILPSAILP che prevede articoli inventati a sommo proposito per non avere ai tavoli chi può rompere le uova nel paniere. Un contratto che oltretutto toglie ogni potere di trattativa e di conflittualità alle singole RSU (basti pensare che queste non possono indire nemmeno uno sciopero) e che riporta ogni conflitto aperto ai tavoli superiori (regionali) annullando di fatto il ruolo delle RSU.
Nessuno disturbi i manovratori ecco la loro democrazia.

Ma quanto è successo non fermerà lo SLAI COBAS. La lotta per migliorare le nostre condizioni di lavoro andrà avanti, così come proseguirà la lotta contro le areole, contro il precariato e contro ogni sfruttamento in Poste Italiane.
Queste sono le cose che ci hanno contraddistinto, fatto crescere e moltiplicare, e conquistare la fiducia di tanti lavoratori.
Ed è su questo terreno che continueremo ad andare avanti.

Dormano pure sonni tranquilli lorsignori, non vogliamo occupare le loro le poltrone, per arrivare a quello che ci spetta preferiamo altre strade, ma sappiano fin da ora che non accetteremo scorciatoie e compromessi sui nostri diritti e su quello che ci spetta.

 

Luciano Scarpa
RSU SLAI COBAS POSTE PRATO


F.i.p. via dellAiale 20 Prato