SPORTELLO RECLAMI
Il settore della sportelleria è oggi, per l'azienda Poste, uno
dei più importanti e sicuramente remunerativi in termini di
ricavi economici.
Negli ultimi dieci anni tutto il sistema di Poste Italiane è cambiato molto.
Molte cose andavano sicuramente riorganizzate (non necessariamente con
la privatizzazione). Alcuni risultati sono stati raggiunti, pensiamo ad
esempio alla diffusione del conto corrente postale, alla vendita di
prodotti finanziari e in generale al cambiamento di immagine che oggi
le Poste hanno dato ai nostri clienti-utenti.
Ma tutto questo ha un prezzo.
Oggi lo sportellista è chiamato a svolgere più mansioni:
dalla proposta di vendita di prodotti finanziari e postali, per passare
attraverso libri, scatole, buste, fino ai computer, televisori ecc.
Pressati in questo dai propri direttori, con metodi che spesso
rasentano o sconfinano in mobbing.
Quest'ultimo aspetto generalizzabile comunque ormai a tutti rapporti di
lavoro all'interno di Poste che si muove molto "border line" anche in
mancanza di una chiara legge nazionale riguardo al mobbing. A queste si
aggiungono ovviamente altre problematiche legate per esempio al
superamento dell'orario di lavoro che spesso può avvenire per le
cause più disparate che però non sono assolutamente
retribuite in alcun modo, né in denaro né in ore di
recupero!! E ancora, la difficoltà di mantenere le proprie ferie
in periodi consoni al riposo del lavoratore, questo rispetto anche a
recenti pressioni aziendali volte a far consumare entro giugno parte di
esse, e per assurdo a non esser erogate quando richieste dal
lavoratore. La costrizione a prendere ferie regalando anche un'ora
all'azienda perché negli uffici con il doppio turno ed il sabato
pomeriggio chiusi si lavora 5 ore e 10 minuti e non 6 ore e 10 minuti.
E a proposito di orario, ma sarebbe così strano pensare anche
per la sportelleria postale ad orari di tipo bancario con sabato libero
e comunque altre forme che consentano ai lavoratori di migliorare la
loro qualità della vita ora piuttosto bassa?
Ci viene richiesta affidabilità, velocità - vendere,
vendere, vendere -, ma lavoriamo in uffici sporchi, con macchinari
vecchi e con scarsa sicurezza del lavoratore. Carenza di macchine
contasoldi e di rilevatori di denaro falso uffici ancora non
ristrutturati e lasciati in un totale abbandono e degrado anche se
posti in zone importanti (pensiamo ad esempio alla succursale 12).
Una cosa che angoscia molti se non tutti gli sportellisti è la
paura delle rapine. Lo sportello aperto viene sbandierato come una
innovazione. E noi? La nostra sicurezza? Ci viene risposto che ci sono
i roller cash, ma questi servono per limitare le perdite di denaro, ma
non lo choc di vederti puntare addosso un'arma. Chiunque lavori con il
denaro è esposto a tali rischi e certamente all'azienda non
mancherebbero "i profitti" per dotare gli uffici di porte blindate
ruotanti con sensori, o guardie esterne o al limite ripristinare forme
di blindatura agli sportelli.
In conclusione, si deve aggiungere che tutto quello che è stato
qui menzionato (e non è tutto) contribuisce in maniera notevole
allo stress psicofisico dei lavoratori, parlando con i quali vengono
lamentati addirittura sintomi di depressione che portano ad un livello
molto basso della qualità della vita, con l'immancabile
conseguenza della cattiva gestione del proprio lavoro e delle proprie
relazione sociali.
Tutto questo non solo potrebbe non essere risolto, ma addirittura
peggiorato in vista della possibilità di completamento della
liberalizzazione di tutti i servizi postali, prevista per il 2009 dalle
direttive Europee. E' quindi importante prendere coscienza dei problemi
che viviamo, come sportellisti o come lavoratori postali e, in ultima
analisi, come lavoratori tutti con la consapevolezza che solo
conoscendo i propri problemi e costruendo unità tra tutti i
lavoratori al di là delle sigle sindacali si può
migliorare e cambiare la propria condizione di lavoro e di conseguenza
di vita.
Discutiamo dei problemi dei lavoratori tutti i lunedì sera in sede.
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