Come ultimamente accade un po' troppo
spesso, Luglio si rivela un mese prolifico per accordi e rinnovi
contrattuali. Che si tratti solo di casualità oppure di
volontà di far passare le peggiori cose quando i lavoratori sono
in ferie o ci stanno pensando, lo lasciamo valutare ai lavoratori.
La nostra opinione, comunque, è
che anche questa volta si tratti di un pessimo contratto sia dal punto
di vista economico che normativo.
Ma entriamo un po' più nei dettagli.
PARTE ECONOMICA
La durata del contratto sarà di
tre anni invece dei due previsti dagli accordi generali in materia.
Pessima novità dato che,
qualsiasi cosa accadrà fino al 2010, i lavoratori non potranno
rivendicare alcun adeguamento retributivo e si dovranno accontentare
dei circa
70 euro che,
suddivisi in tre tranches (ultima 1/1/2009) saranno l'aumento netto
complessivo del loro salario nei prossimi, appunto, tre anni.
E' inoltre previsto un
ticket restaurant di 3 euro giornalieri
a partire solo dal 1/9/2008 (in sostituzione dei 26 euro mensili che percepiamo attualmente) legati alla presenza effettiva e che non saranno pensionabili.
Infine sarà aumentato il contributo aziendale di 10 euro per chi aderisce a
Fondoposte e solo per essi (e che diavolo c'entra con il rinnovo contrattuale?).
PARTE NORMATIVA
Dal 1/1/2008 le
ferie saranno ridotte per tutti di due giorni, al posto dei quali saranno concessi due giorni di
permessi retribuiti, anche frazionabili in ore, che se non utilizzati entro l'anno
verranno "monetizzati".
Si comincia così con il diminuire le ferie, tanto poi non
c'è nessuna garanzia che i permessi saranno riconosciuti nel
prossimo contratto!
Viene introdotto
l'orario "multiperiodale"
che consentirà all'azienda di gestire picchi di traffico, ferie
programmate, carenze di organici periodici, con l'obbligo per i
lavoratori di effettuare orari
fino a 9 ore giornaliere
da compensare, nell'arco di quattro mesi, con riduzioni dell'orario
fino a un minimo di quattro ore giornaliere, in modo tale da mantenere
la media delle 36 ore settimanali.
Vengono inserite nel contratto nuove forme di
lavoro precario in linea con le leggi vigenti (Legge 30/Biagi) che tanti danni continuano a fare nel mondo del lavoro.
Infine vengono definiti e chiariti alcuni elementi contrattuali come l'
orario di lavoro (in particolare notturno e per i "turnisti") secondo noi peggiorativi.
E
nulla cambia, nella sostanza, per quanto riguarda i
diritti sindacali, ed in particolare il ruolo e lo scarso potere delle RSU.
Non ci sono neppure risposte a
nessuna delle questioni che stanno a cuore ai lavoratori, come
l'adeguamento di alcune indennità e l'ampliamento della
definizione di
"lavoro usurante".
Viene altresì riconfermato l'infausto
accordo sul recapito.
In definitiva un contratto che non
premia affatto i sacrifici che i lavoratori postali hanno sopportato in
questi anni e che hanno consentito a Poste Italiane di ottenere utili
da capogiro.
Un contratto che soddisfa invece azienda e sindacati, felici di
non aver dovuto far ricorso neppure ad un minuto di sciopero,
e che non a caso trova piena approvazione da Confindustria in quanto
"battistrada" per i contratti di altre categorie, soprattutto per la
durata triennale della parte economica (che supera le rigidità
dei già pessimi accordi del Luglio 1993) e per la
flessibilità imposta dall'introduzione dell'orario
multiperiodale.
La nostra contrarietà a questo contratto la manifesteremo nelle assemblee che si terranno invitando a votare NO.
E continueremo a lottare ed organizzarci affinché, finalmente,
anche alle Poste si possa realizzare un'alternativa forte a quelle
organizzazioni sindacali che sempre più fanno gli interessi
dell'azienda anziché quelli dei lavoratori.