ATTACCO
AL DIRITTO DI
SCIOPERO!!!
Abbiamo
raggiunto il colmo o
dobbiamo aspettarci ancora qualcosa di peggio?
Nella categoria dei portalettere è sempre stato difficile considerare lo sciopero come un mezzo a cui ricorrere per far valere i propri diritti e al contempo danneggiare l'azienda. Infatti un portalettere che sciopera non chiude uno sportello, non blocca la produzione come in una fabbrica e non salta una corsa come nei trasporti; per un portalettere scioperare un giorno significa ritrovarsi con il doppio del lavoro il giorno dopo.
Fino a qualche tempo fa ci si
rifiutava di consegnare la
posta del giorno in cui si era scioperato costringendo l'azienda a
ricorrere a
qualche sostituto. Fino a qualche anno fa. Finché c'erano i
sostituti.
In seguito l'azienda era costretta
a pagare straordinari
per far sì che lo scioperante smaltisse, seppur con comodo
ritardo, la
corrispondenza giacente del giorno di sciopero.
Ancora oggi funziona in qualche
maniera così, anche se i
tempi via via si restringono.
Oggi si deve far fede ad indici di
qualità che ci impongono
delle priorità: giornali quotidiani ed invii prioritari
innanzitutto; riviste
settimanali e lettere ordinare poi; infine stampe pubblicitarie ed
inviii senza
indirizzo che possono essere consegnati anche con qualche giorno di
ritardo.
Finora è sempre stato così.
In occasione dell'ultimo sciopero
del 17 novembre 2006,
sciopero generale contro la Finanziaria indetto da tutto il
Sindacalismo di
Base, qualcosa è cambiato.
In un ufficio fiorentino agli
scioperanti è stato imposto
di azzerare gli invii considerati più urgenti nel giorno
immediatamente
successivo, sabato 18.
Lunedì 20 sono state
date in consegna le stampe, comprese
quelle del venerdì e del sabato.
Entro due giorni avremmo dovuto svolgere il lavoro per il quale avevamo scioperato!
Gratis!!!
Quel giorno inoltre fu un giorno
particolarmente disagevole
a causa delle pessime condizioni atmosferiche, tanto che nello stesso
ufficio
fu consentito ai portalettere di uscire con mezz'ora di anticipo
rispetto al
normale orario di lavoro con permesso aziendale retribuito per
consentir loro
di andare a casa a cambiarsi.
E questo non succede per due gocce
d'acqua.
Ad una collega dipendente
dello stesso ufficio, che
comunque terminò regolarmente le sue sei ore di servizio
senza usufruire del
permesso, è stato contestato il fatto che riportò
indietro, dei cinquanta e
rotti chili di posta con cui era uscita, undici chili di
stampe!
Ricordiamo che il lavoro
del postino, per contratto, si
svolge su base oraria. Il peso non ha alcun valore. Undici chili di
posta
possono corrispondere a cinque minuti di lavoro come ad un'ora.
In conseguenza di questo
la collega è stata sanzionata
con sei giorni di sospensione dal servizio!
Avranno ancora voglia di aderire ad
uno sciopero
i postini?
per
i diritti sindacali di
tutti i lavoratori!
Abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo ancora solidarietà nei confronti della collega colpita.
Oltre 700 le firme raccolte tra i lavoratori postali fiorentini, fatte proprie anche dalle Rsu del Recapito.
Solidarietà da parte di tutto il Sindacalismo di Base promotore dello sciopero del 17 novembre.
Solidarietà da parte di singoli lavoratori e cittadini ci arrivano per via telematica.
Ringraziamo
tutti perché solo l'unità dei
lavoratori può essere la nostra forza!
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Slai
Cobas Poste Via
Galliano, 107 - Firenze www.slaicobasposte.altervista.org
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Il Firenze 31/1/07

il Corriere di Firenze 31/1/07
il Corriere di Firenze 3/2/07

il Manifesto 3/2/07

l'Unità 3/2/07
