SIGLATA L'IPOTESI D'ACCORDO SUI TAGLI DELLE ZONE DI RECAPITO.
LA POSIZIONE DEI COBAS
Martedì 19 Marzo si è tenuta la prevista riunione a carattere cittadino per decidere le conseguenze sulle zone di recapito dopo la cessione da parte dell'azienda delle raccomandate.
Come i lavoratori certo sapranno, l'azienda era arrivata alla proposta di tagliare 27 zone di recapito, pari alla perdita di oltre 30 posti di lavoro (considerata la scorta).
Dalle assemblee che si sono tenute nei vari decentramenti i lavoratori avevano dato indicazione di svolgere un'assemblea cittadina prima di firmare qualsiasi ipotesi di accordo. Questo non è stato possibile per il disimpegno di alcuni delegati RSU.
Secondo noi una tale questione avrebbe meritato ben altro interesse e coinvolgimento sia da parte dei lavoratori, delle RSU, e delle organizzazioni sindacali perché la cessione dei servizi ed il conseguente taglio delle zone di recapito significa un taglio occupazionale nelle poste contro il quale, anche per i presunti esuberi dichiarati dall'azienda, sarebbe stato necessario perlomeno una risposta forte. Ma le cose non sono andate così.
E, stato scelto di aprire dei "tavoli tecnici ufficio per ufficio che avrebbero dovuto dare delle "indicazioni sul futuro assetto delle zone, che si sono risolti in una accelerazione del processo di definizione dei tagli, ovviamente senza alcun coinvolgimento dei lavoratori. Siamo così arrivati all'incontro conclusivo tenutosi ieri, nel quale le organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil-Ugl e la maggioranza delle RSU del recapito, con il voto contrario dei rappresentanti RSU Cobas, hanno siglato l'ipotesi di accordo che prevede il taglio di 17 zone di recapito.
LA NOSTRA POSIZIONE
Il nostro voto contrario è stato motivato fondamentalmente dal fatto che ritenevamo necessario un metodo diverso nella gestione della trattativa. Era infatti necessario affiancare al "tavolo tecnico anche un tentativo di mobilitazione della categoria, in maniera tale che la "delegazione sindacale fosse sostenuta dai lavoratori oggetto della controversia. Su questo piano, nel nostro piccolo, vista l'assenza delle organizzazioni sindacali e l'ostracismo da parte delle RSU, abbiamo svolto alcune iniziative, fra le quali un presidio con conferenza stampa e la realizzazione di una interpellanza comunale ed una provinciale. Noi crediamo di aver svolto in questa vicenda un ruolo non solo di difesa dei posti di lavoro e del servizio di recapito, ma di esserci posti anche in una prospettiva lungimirante, di fronte ad una azienda che continua, per il proprio "risanamento dei bilanci, cioè per l'ampliamento dei propri profitti, a cedere i servizi con conseguente riduzione di personale.
Nefaste sono invece le scelte che i sindacati confederali continuano ad intraprendere nel tenere la categoria distante e passiva da queste vicende.