Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 620 del 4/5/2005

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il ministro delle comunicazioni, il ministro per i rapporti con il Parlamento ed il ministro della giustizia.

 

(Iniziative per garantire stabilità e prospettive ai lavoratori precari di Poste italiane - n. 3-04446)

PRESIDENTE. L'onorevole Giordano ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-04446 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).

FRANCESCO GIORDANO. Signor ministro, vorrei sottoporre alla sua attenzione la questione dell'azienda Poste, che ha quadruplicato, negli ultimi tempi, il proprio bilancio e, nonostante ciò, non riesce a stabilizzare circa ventimila lavoratori precari. Tali lavoratori sono ricorsi alla magistratura. In buona parte, sono stati temporaneamente riammessi al lavoro.
Tali cause hanno determinato un pesante onere finanziario per l'azienda in questione. Perché, dunque, l'azienda non li assume stabilmente? Perché tale azienda preferisce assumere con chiamata nominativa e diretta, o tramite lavoro interinale, altri lavoratori anziché i predetti?
Noi le chiediamo, signor ministro, con estrema immediatezza, che si possano rapidamente assumere tali lavoratori, perché l'azienda ha bisogno di loro.

PRESIDENTE. Il ministro delle comunicazioni, onorevole Landolfi, ha facoltà di rispondere.

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Giordano, perché mi dà la possibilità di rispondere, a nome del Governo, in merito ad un tema molto delicato.
Come l'onorevole Giordano sa, il Governo è legato all'amministrazione delle Poste da un contratto di programma che assicura al ministero una potestà di vigilanza, ma non consente al Governo di intervenire nella gestione dell'azienda. La trasformazione dell'ente Poste in società per azioni impedisce al Governo stesso di entrare nella gestione aziendale. In ogni caso, si fa presente che Poste italiane ha precisato che la condizione dei propri lavoratori è stata regolata, negli ultimi tre anni, da una serie di accordi sindacali, a dimostrazione della volontà dell'attuale management di adottare un modello di relazioni industriali condiviso e moderno.
In tema di risorse umane, la società ha avviato un programma di miglioramento complessivo della forza lavoro, sia sul piano qualitativo, attraverso iniziative di formazione, comunicazione e sviluppo, sia sul piano quantitativo, con gestione fisiologica del turnover, politica di assunzione di apprendisti, sviluppo del part-time, eccetera; tutti processi oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali.
Il contenzioso concernente i contratti a tempo determinato, che l'azienda sta fronteggiando in misura significativa a partire dal 2002, è stato instaurato, nella maggior parte dei casi, da unità che sono state utilizzate nel periodo successivo al luglio 1997, ossia nella fase di trasformazione subita da Poste italiane da ente pubblico economico in società per azioni. Tale trasformazione ha richiesto la ristrutturazione e la rimodulazione degli assetti occupazionali. L'onere finanziario che la società è chiamata a sostenere riguarda, per la gran parte, la corresponsione, agli interessati riammessi in servizio nel corso degli anni, degli arretrati riferiti ai periodi non lavorati, ovvero al lasso di tempo intercorso tra l'impugnativa e l'effettiva riammissione in servizio. Per fronteggiare tale fenomeno, l'azienda ha posto in essere una serie azioni sul fronte gestionale e su quello sindacale.
Sul fronte gestionale, a decorrere dal gennaio 2003, Poste italiane ha posto in essere, a seguito di una valutazione più mirata e selettiva dei fabbisogni aziendali, una progressiva e consistente riduzione del ricorso ai contratti a tempo determinato. Per colmare il fabbisogno di personale flessibile, è stato fatto altresì ricorso alle tipologie del lavoro interinale, a seguito della sottoscrizione, avvenuta nel dicembre 2002, di uno specifico accordo con le organizzazioni...

PRESIDENTE. Signor ministro, la invito a rispettare i tempi prescritti, che sono rigorosissimi.

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. Signor Presidente, è vero, ma credo che i temi trattati siano piuttosto importanti.
Sul fronte sindacale, considerate le riammissioni in servizio, che in alcune regioni avevano già determinato oggettive situazioni di saturazione e di esubero di personale, azienda ed organizzazioni sindacali hanno siglato, nel luglio 2004, due specifici accordi finalizzati a limitare le ricadute negative del fenomeno e a prevenire, per quanto possibile, i rischi di adozione di misure più drastiche nei confronti del personale.
Una prima intesa individua regole chiare per la gestione della riammissione in servizio dei ricorrenti, prevedendone il reimpiego in base alle effettive e verificate esigenze occupazionali. In particolare, a partire dall'ottobre 2004, data di entrata in vigore dell'accordo a livello nazionale, oltre 1.300 unità, riammesse in servizio per effetto di sentenza, sono state interessate, secondo una procedura unica e trasparente, da processi di ricollocazione territoriale nella stessa provincia, nella stessa regione o, via via, in regioni limitrofe.
Una seconda intesa, nel regolamentare la prestazione di lavoro dell'operatore di recapito, ha previsto l'utilizzo temporaneo di personale flessibile, anche per la copertura strutturale del servizio, allo scopo di facilitare la progressiva ricollocazione del personale riammesso per via giudiziaria. Le parti, nel marzo 2005, hanno preso atto dei primi effetti delle azioni di riequilibrio citate ed hanno convenuto sull'utilità di prorogare l'efficacia di tale intesa fino a tutto il mese di settembre 2005.

PRESIDENTE. È un bonus di tempo concesso per l'esordio del ministro Landolfi...! Vi prego, però, nel prosieguo, di rispettare rigorosamente i tempi.
L'onorevole Giordano ha facoltà di replicare.

FRANCESCO GIORDANO. Signor Presidente, come esordio niente male!
Signor ministro, lei sta dicendo che non può fare nulla.

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. Questa è la sua interpretazione!

FRANCESCO GIORDANO. A questo punto, non avevamo nessun onere per questo tipo di interrogazioni. Lei ha spiegato perfettamente cosa comporta un processo di privatizzazione: una drastica riduzione del numero degli occupati.

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. L'avete fatto voi!

FRANCESCO GIORDANO. Questo mi dà fiducia circa l'esigenza di un intervento pubblico da porre in essere con grande determinazione. Non mi sembra che lei, in questa sede, stia riproponendo la ripubblicizzazione dell'ente.
Ciò che, però, le voglio dire è che il Governo potrebbe più positivamente intervenire sull'azienda - non lo fa perché non ne ha voglia - affinché siano assunti in maniera stabile questi lavoratori precari. Potrebbe intervenire anche con un'iniziativa autonoma, attraverso incentivi all'azienda in questione, che non è ferma, bensì cresce dal punto di vista del bilancio e, contemporaneamente, assume. Ma assume per chiamata nominativa diretta coloro che sono legati direttamente ad essa, con un meccanismo che, in questa sede, oserei definire clientelare, ed assume lavoratori interinali. Coloro che avevano un rapporto di lavoro con l'azienda medesima sono precari, gli altri no!
Allora, chiediamo di intraprendere tutte le iniziative possibili, anche attraverso una mobilitazione sindacale, e di assumere questi lavoratori precari...

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. Sono d'accordo i sindacati!

FRANCESCO GIORDANO. ...in maniera tale che quanto riconosciuto dalla magistratura per gran parte di essi possa nel tempo (progressivamente, a scaglioni, con determinate iniziative) essere riconosciuto a tutti i lavoratori.
Tutto ciò affinché si possa, finalmente, porre fine alla precarietà diffusa, che nell'azienda in questione serve anche a destrutturare il rapporto di lavoro generale.

MARIO LANDOLFI, Ministro delle comunicazioni. I sindacati hanno siglato l'accordo!

FRANCESCO GIORDANO. Questa è la maniera per intervenire concretamente (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista)!